Malattie neurodegenerative e dieta chetogenica

  • a cura di Lucia Mencarelli, Consulente Nutrizionista e Senior Health Coach

La relazione tra la dieta chetogenica e le malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer, è oggetto di interesse nella ricerca scientifica. Alcuni studi suggeriscono che la dieta chetogenica potrebbe avere effetti benefici sulla salute cerebrale e potrebbe essere utilizzata per la gestione di alcune condizioni neurodegenerative. Comunque, la ricerca è ancora in corso, e sono necessarie ulteriori indagini per comprenderne completamente l’efficacia e i meccanismi. Ecco alcuni dei punti chiave su questo argomento:

  1. Riduzione dei Carboidrati e Chetosi: La dieta chetogenica implica una significativa riduzione dell’apporto di carboidrati e un aumento delle fonti di grassi salutari. Questa transizione metabolica induce il corpo a produrre chetoni, che sono considerati una fonte di energia alternativa per il cervello.
  2. Fornitura di Energia al Cervello: Nei pazienti con Alzheimer, si verifica un deterioramento nella capacità delle cellule cerebrali di utilizzare il glucosio come fonte di energia. Si ritiene che i chetoni possano essere utilizzati più efficientemente come fonte di energia alternativa. Questo approccio alimentare induce il corpo a passare da una modalità di utilizzo principale di glucosio come fonte di energia a una modalità in cui vengono prodotti e utilizzati chetoni (come β-idrossibutirrato) dal fegato. Poiché il cervello può utilizzare chetoni come fonte alternativa di energia, questa transizione metabolica potrebbe essere particolarmente utile in condizioni in cui la capacità del cervello di utilizzare il glucosio è compromessa, come nella malattia di Alzheimer.
  3. Effetti Neuroprotettivi: Alcuni studi suggeriscono che i chetoni possano avere effetti neuroprotettivi, aiutando a proteggere le cellule cerebrali da stress ossidativo e infiammazione, che sono fattori implicati nello sviluppo delle malattie neurodegenerative.
    • Antiossidanti: I chetoni possono agire come antiossidanti, riducendo lo stress ossidativo e proteggendo le cellule cerebrali dai danni causati dai radicali liberi.
    • Riduzione dell’Infiammazione: I chetoni possono ridurre l’infiammazione, un fattore che gioca un ruolo importante nelle malattie neurodegenerative. L’infiammazione cronica nel cervello può contribuire al deterioramento delle funzioni cognitive.
    • Attivazione di Pathway Cellulari Protettivi: I chetoni possono attivare pathway cellulari protettivi, come la via di segnalazione BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), che è coinvolta nella sopravvivenza e nella crescita delle cellule cerebrali.
  1. Riduzione dell’Infiammazione: La dieta chetogenica potrebbe contribuire a ridurre l’infiammazione sistemica, un processo coinvolto in molte malattie neurodegenerative.
    • Riduzione dell’Introduzione di Carboidrati Raffinati: Una dieta chetogenica comporta la limitazione di carboidrati raffinati e zuccheri, che sono stati associati a processi infiammatori.
    • Modulazione dell’Infiammazione Sistemica: Alcune ricerche suggeriscono che la dieta chetogenica può ridurre i marker infiammatori sistemici, come la proteina C-reattiva (CRP).
    • Regolazione della Microbiota Intestinale: La dieta chetogenica può influenzare positivamente la composizione della microbiota intestinale, che a sua volta è collegata al sistema immunitario e all’infiammazione.
  2. Produzione di Molecole Antiossidanti: Alcune ricerche suggeriscono che la dieta chetogenica potrebbe aumentare la produzione di molecole antiossidanti endogene, contribuendo a proteggere le cellule cerebrali dai danni.
    • Aumento della Produzione di Glutatione: Il β-idrossibutirrato, uno dei principali chetoni prodotti nella chetosi, è stato associato all’aumento della produzione di glutatione, un potente antiossidante.
    • Riduzione del Rilascio di Radicali Liberi: La ridotta produzione di radicali liberi durante la metabolizzazione dei chetoni può contribuire a limitare il danno ossidativo alle cellule.
    • Miglioramenti Cognitivi: Alcuni studi preliminari suggeriscono miglioramenti cognitivi in pazienti con Alzheimer o lievi disturbi cognitivi seguendo una dieta chetogenica. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per confermare questi risultati e comprendere meglio il loro impatto a lungo termine.
  3. Fornitura di energia alternativa: La dieta chetogenica fornisce una fonte alternativa di energia per il cervello sotto forma di chetoni. Nei pazienti con Alzheimer, in cui la capacità delle cellule cerebrali di utilizzare il glucosio potrebbe essere compromessa, l’utilizzo di chetoni come combustibile alternativo può supportare le funzioni cognitive.
    • Aumento di Fattori di Crescita Neuronale: Alcune ricerche suggeriscono che la dieta chetogenica potrebbe stimolare la produzione di fattori di crescita neuronale, come il BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor). Il BDNF è coinvolto nella sopravvivenza e nella crescita delle cellule cerebrali, e livelli più elevati possono promuovere la plasticità sinaptica e migliorare la memoria.
    • Miglioramento della Risposta Insulinica e riduzione dei picchi glicemici: può migliorare la sensibilità all’insulina e la regolazione del glucosio nel sangue. Poiché l’insulina svolge un ruolo chiave nella regolazione delle funzioni cognitive, la sua efficace gestione può influire positivamente sulla salute cerebrale. La limitazione dei carboidrati nella dieta chetogenica può ridurre i picchi glicemici e insulinici, che possono influire negativamente sulla funzione cognitiva.  

È importante sottolineare che la dieta chetogenica potrebbe non essere adatta a tutti, e l’adozione di tale regime alimentare dovrebbe essere valutata in consultazione con professionisti della salute. La gestione delle malattie neurodegenerative richiede un approccio completo, e questa dieta rappresenta solo uno degli aspetti coinvolti nel benessere complessivo di un individuo.

Per ulteriori informazioni sulla relazione tra la dieta chetogenica e le malattie neurodegenerative come l’Alzheimer si possono approfondire i seguenti titoli e autori su basi di dati scientifiche come PubMed per ottenere riferimenti specifici:

  1. “The ketogenic diet as a potential treatment and prevention strategy for Alzheimer’s disease”
    • Autore/i: Van der Auwera I, Wera S, Van Leuven F, Henderson ST., Pubblicato su: Nutrition and Aging, 2005.
  2. “Effects of beta-hydroxybutyrate on cognition in memory-impaired adults”
    • Autore/i: Henderson ST, Vogel JL, Barr LJ, Garvin F, Jones JJ, Costantini LC. – Pubblicato su: Neurobiology of Aging, 2009.
  3. “Ketone bodies as therapeutic targets for traumatic brain injury”
    • Autore/i: Prins ML, Matsumoto JH. – Pubblicato su: Neurotherapeutics, 2011.
  4. “The neuroprotective properties of calorie restriction, the ketogenic diet, and ketone bodies”
    • Autore/i: Maalouf M, Rho JM, Mattson MP. – Pubblicato su: Brain Research Reviews, 2009.
  5. “Ketogenic diet delays the phase of circadian rhythms and does not affect AMP-activated protein kinase (AMPK) in mouse liver”
    • Autore/i: Lima T, Gogo M, Masternak MM. – Pubblicato su: Journal of Circadian Rhythms, 2019
  6. Journal of Alzheimer’s Disease: https://www.j-alz.com/ – Una rivista che si occupa specificamente di ricerche sulla malattia di Alzheimer.
  7. PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/ – Una risorsa vasta e affidabile che offre accesso a abstract e articoli completi di molte pubblicazioni scientifiche.
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